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  • GIOVANI STUDIOSI.. FARE FILOSOFIA DELLA (NEURO)SCIENZA AI TEMPI ALL’IA
    17:00 -19:00
    13-11-26

    Per il ciclo
    GIOVANI STUDIOSI RACCONTANO LA LORO RICERCA

    Prossimo incontro

    Venerdì 13 novembre 2026, ore 17
    Biblioteca Civica V. Joppi
    UDINE, Piazza Marconi 8

    FARE FILOSOFIA DELLA (NEURO)SCIENZA AI TEMPI DELL’IA

    Intervento di

    ELIA PUPIL , laureando all’Università di Bologna

    Con la partecipazione di
    FLORIANA FERRO, Università Ca’

    Foscari di Venezia e Università di Trieste

    In informatica un’ontologia è un modello finalizzato alla rappresentazione semantica di un determinato dominio di conoscenze. Descrivendo fatti e relazioni prospetticamente orientati, le ontologie hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nei campi delle tecnologie web, della linguistica, dell’IA simbolica e neuro-simbolica. I loro contributi sono innumerevoli: dall’affrontare problemi quali l’interoperabilità e l’integrazione dati, sino a garantire un maggiore potere esplicativo per le decisioni prese da un sistema artificiale. La ricerca che presenteremo riguarda una loro possibile applicazione alla filosofia della scienza, per vedere come un’ontologia possa sviluppare l’impalcatura necessaria per descrivere una o più teorie neuroscientifiche. Questo ci aiuterà a costruire una cornice descrittiva utile sia per la rappresentazione della pluralità di chiavi interpretative che possono riferirsi alla stessa teoria, sia per la rappresentazione di una pluralità di teorie tra loro concorrenti sullo stesso oggetto di studio.

     

    INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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  • LA PACE DIMENTICATA – SEMINARI. L’uomo planetario di Ernesto Balducci
    15:00 -17:00
    25-11-26

    FILOSOFIA IN CITTÀ 2026. LA PACE DIMENTICATA – SEMINARI

    Mercoledì 25 novembre, ore 15.00
    Liceo Scientifico “Le Filandiere”
    San Vito al Tagliamento (PN), via Patriarcato 24

    L’UOMO PLANETARIO DI ERNESTO BALDUCCI
    Attualità e inattualità di una prospettiva di pace

    Intervento di MASSIMO DE BORTOLI
    Liceo Scientifico “Le Filandiere” – Società Filosofica Italiana Sezione FVG APS

    Riprendere il confronto con un libro manifesto pubblicato per la prima volta nel 1985 come L’uomo planetario di Ernesto Balducci assume oggi un significato di sfida. Molte delle analisi e delle speranze che si affacciavano sulle soglie di un’epoca nuova, di cui si percepiva l’imminenza con l’avvento di Gorbačëv al potere e le prime avvisaglie della fine della guerra fredda, appaiono datate, in qualche caso profetiche. Tuttavia la struttura originaria di quel libro, che aveva attraversato come un’onda sismica le menti e i cuori di moltissimi giovani, resiste al passare delle epoche storiche. Posto che la storia non è finita dopo il 1989 e che nuovi elementi di divisione e conflitto hanno interessato i popoli e le nazioni (controllo delle risorse nell’epoca della globalizzazione, scontri di religione, terrorismo internazionale, rivendicazioni territoriali, mutati equilibri geopolitici, crisi degli organismi sovranazionali), il fallimento dell’illusione della pace appare come un dato di fatto. Una nuova retorica del prepararsi alla guerra ha preso il posto del mito sbiadito della pace riconquistata, sul quale si erano retti i fragili equilibri del secondo dopoguerra. La parola d’ordine è ritornata a essere l’appello al realismo, le utopie consegnate ormai al passato. La figura e l’opera di Ernesto Balducci, rappresentate nel suo L’uomo planetario, possono ancora dialogare con le sfide del presente e interrogano sia gli uomini di fede che i laici. Il nome di questa debole forza, allora come oggi, è la speranza che va intesa, ancor prima che come virtù teologale, come principio ontologico ed etico. E se il fondamento della natura umana si trovasse invece che nel nostro passato in una dimensione ancora da compiersi? Se l’uomo inedito rappresentasse il volto più autentico dell’uomo edito? Ernesto Balducci propone l’idea regolativa di un nuovo umanesimo in cui le differenze religiose e ideologiche siano elementi di arricchimento e non di divisione. Erano e restano parole rivolte in particolare ai giovani, a chi ancora non ha messo il proprio dio nella propria carriera. Come ha scritto Paul Valéry sulla facciata del Musée de l’Homme di Parigi “Dipende da colui che passa che io sia tomba o tesoro, che parli o che taccia non sta che a te. Amico, non entrare senza desiderio”. L’appello etico all’agire per la costruzione della pace non ha cessato di far sentire la sua voce tra le minacce di una realtà che si mostra come ineluttabile. È proprio la realtà delle cose, direbbe Balducci, che chiede di essere salvata.

    LETTURE CONSIGLIATE

    Ernesto Balducci, L’uomo planetario, Etica laica e fedi religiose sul crinale apocalittico, Gabrielli Editore, 2024
    Leone XIV, Magnifica Humanitas, Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Libreria Editrice Vaticana, 2026
    Immanuel Kant, Per la pace perpetua, Feltrinelli, Milano, 1991

     

    Il seminario è rivolto sia agli studenti del Liceo Le Filandiere che al pubblico interessato, che potrà seguire la discussione in presenza o in collegamento a distanza.

    Per partecipare in presenza o per ricevere il link, prenotare scrivendo a sfifvg@gmail.com

    Il link verrà inviato agli interessati qualche giorno prima dell’incontro e sarà pubblicato anche sul sito ww.sfifvg.eu.

     

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  • LUDWIG WITTGENSTEIN, PENSIERI (1914-1951). Presentazione
    17:00 -19:00
    27-11-26
    PN, blioteca civica pordenone

     

    Venerdì 27 novembre, ore 17

    Biblioteca Civica, Sala Teresina Degan
    PORDENONE, Piazzale XX settembre, 11

    Presentazione di
    LUDWIG WITTGENSTEIN, PENSIERI (1914-1951)
    a cura di Luigi Perissinotto, trad. di Tiziana Fracassi, Einaudi, Torino 2026

    Intervento di
    LUIGI PERISSINOTTO, Professore emerito Università “Ca’ Foscari” di Venezia
    in dialogo con CARLO DE STEFANO, Docente di Filosofia nei Licei
    Modera DANIELE BERTACCO, Società Filosofica Italiana – Sezione FVG

    Ludwig Wittgenstein è uno degli autori che più hanno rivoluzionato il panorama filosofico del Novecento. Personalità geniale e tormentata, non ha mai nascosto il legame indissolubile che per lui esisteva tra l’attività filosofica e l’esigenza etica di vivere una vita degna. Confessava che “scrivere molto ogni giorno mi dà soddisfazione”, eppure in vita pubblicò pochissimo, conformemente alla propria idea che la filosofia debba essere “non una dottrina, ma un’attività”. Alla luce di questo sfondo acquista tutto il suo rilievo l’uscita in una nuova edizione e traduzione italiana dei “Pensieri”, una raccolta di annotazioni che l’autore sparse in un vastissimo lascito manoscritto, e che si estende praticamente lungo tutto l’arco della sua esistenza (dal 1914 al 1951). Il volume ci offre diversi squarci anche su aspetti più privati dell’autore (per esempio i suoi interessi artistici e letterari), si presta a molteplici livelli di lettura ed è godibile sia da chi voglia ritrovare in questi pensieri il laboratorio da cui poi usciranno le pagine delle opere più note, sia da chi preferisca assaporarli come se fossero degli aforismi.

     

    INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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