12 | 13 - LA GUERRA E LA PACE NEL TEMPO PROFONDO
17:00 -19:00 13-10-26  Filosofia in città 2026. La pace dimenticata Seconda parte La rassegna riprende con incontri e seminari a Udine e Pordenone Ecco i prossimi appuntamenti:martedì 13 ottobre, ore 17 Biblioteca Civica “V. Joppi” – Sala Tito Maniacco UDINE, Piazza Marconi 8 LA GUERRA E LA PACE NEL TEMPO PROFONDO. La prospettiva dell’antropologia evolutiva Seminario a cura di
CLAUDIO TONDO, Società Filosofica Italiana – Sezione FVG APSDi fronte al ritorno della guerra e al disorientamento che essa produce in ampi settori dell’opinione pubblica mondiale, la filosofia che con i temi della guerra e della pace si è sempre confrontata, in particolare con Hobbes a Rousseau, può seguire due diversi percorsi interpretativi: da un lato, può cercare di comprendere il presente e il futuro dei conflitti che, qualora si verificassero, saranno plasmati da inedite tecnologie belliche; dall’altro, può ricercare le origini profonde della paradossale propensione alla guerra e alla pace che – guidata da un complesso intreccio di fattori biologici, culturali e tecnologici – definisce gli umani probabilmente sin dal Paleolitico. A partire dalle evidenze etologiche, archeologiche ed etnologiche disponibili e dall’originaria tendenza degli umani a distinguersi tra un “noi” e un “loro”, si ripercorreranno le ipotesi teoriche formulate dall’antropologia evolutiva per illustrare questa ambiguità costitutiva dell’umano, caratterizzata dalla capacità di realizzare sia reti estese di cooperazione pacifica sia azioni violente, letali e di coalizione verso i conspecifici. La lettura critica dei lavori del primatologo e antropologo Richard Wrangham e del politologo Hugo Meijer consentirà infine di delineare una visione non essenzialistica della natura umana, definita da un ampio e contraddittorio spettro di comportamenti e sempre sospesa tra egoismo e altruismo, competizione e cooperazione, bontà e malvagità. Letture consigliate:Jean-Jacques Hublin, La tirannia del cervello. Una nuova storia dell’evoluzione umana (2024), trad. di A. Bresolin, Castelvecchi, Roma 2026. Hugo Meijer, Janus faced. The co-evolution of war and peace in the human species, “EvolutionaryAnthropology”, 33(3), e22027, 2024 (Consultabile all’indirizzo: doi:10.1002/evan.22027). Gianluca Sadun Bordoni, Guerra e natura umana. Le radici del disordine mondiale,il Mulino, Bologna2025. Richard Wrangham, Il paradosso della bontà. La strana relazione tra convivenza e violenza nell’evoluzione umana (2019), trad. di F. Pe’, Bollati Boringhieri, Torino 2019 INGRESSO LIBERO E GRATUITO
| 14 | 15 | 16 | 17 - CHE COSA “PUO'” L’EUROPA? DIRITTO E CITTADINANZA
17:00 -19:00 17-10-26 FILOSOFIA IN CITTA’ 2026. La pace dimenticata17 ottobre, ore 17 Biblioteca Civica, Sala Teresina Degan PORDENONE, Piazzale XX settembre, 11 CHE COSA “PUÒ” L’EUROPA? DIRITTO E CITTADINANZA Interventi di COSTANZA MARGIOTTA (Sapienza Università di Roma) GUIDO GORGONI (Università di Padova)Il nesso cittadinanza-nazionalità, in un contesto – l’Europa – che ha dato i natali allo Stato-nazione come fonte della cittadinanza, è duro a morire. Sulla base di questo nesso, la nazione è diventata la legittimazione implicita della convivenza all’interno dei confini di uno Stato, a tal punto da rendere difficile ipotizzare, addirittura pensare, la possibilità che la cittadinanza prescinda dall’appartenenza nazionale. La nascita della cittadinanza europea rompe il vincolo necessario tra cittadinanza e nazionalità, dimostrandone la contingenza. Già disgiunta da vincoli di appartenenza a un popolo-nazione, la cittadinanza europea ha creato le condizioni affinché una rottura semantica, e quindi anche materiale, fra cittadinanza e nazionalità prima o poi si possa dare, evidenziando che la cittadinanza non può essere più limitata all’appartenenza a una comunità nazionale. È in questo spazio di non coincidenza che la cittadinanza europea contiene una carica di emancipazione che è potenzialmente capace di proiettarsi anche nella sua declinazione digitale, ma a patto di non venir concepita nei termini di un puro status giuridico. La tutela dei diritti digitali infatti è parte dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, e tuttavia ciò non garantisce sempre un livello soddisfacente di protezione dei diritti dei cittadini europei, rendendo necessario ripensare anche la cittadinanza digitale in termini alternativi alla semplice titolarità di diritti. INGRESSO LIBERO E GRATUITO
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